Page 55 - ID - Informazioni della Difesa n. 02 del 2026
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UGO MARTURANO

                                            INGEGNERE MILITARE                                                  SPAZIO





            Artemis II segna                ARTEMIS II
            il ritorno umano

            verso la Luna                   Il  ritorno dell’uomo
            come prova

            di maturità                     verso la Luna parla
            tecnologica e                   anche italiano

            cooperazione

            internazionale.
            Centrale il                              i sono missioni che appartengono alla cronaca e missioni

            contributo                      C        che, fin dal decollo, entrano in una dimensione più
                                                     ampia, quasi simbolica. Artemis II appartiene a questa
            europeo e                                seconda categoria. Lanciata il 1° aprile 2026 e conclusa

            italiano, dalla                 con l’ammaraggio del 10 aprile nel Pacifico, la capsula Orion ha
                                            portato Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy
            propulsione                     Hansen nel primo volo con equipaggio del programma Artemis e
            ai sistemi                      nel primo ritorno umano verso la Luna dopo Apollo 17, nel 1972.
                                            Non si è trattato soltanto di una missione riuscita: si è trattato della
            energetici, in                  riapertura concreta di quella soglia che separa l’orbita terrestre
                                            dalla profondità dello spazio cislunare.
            una missione                    Il suo significato, infatti, non si esaurisce nel profilo evocativo del

            che apre alla                   ritorno umano verso la Luna. Artemis II ha verificato, con esseri
                                            umani a bordo, la tenuta di un’architettura operativa senza la
            presenza stabile                quale non può esistere alcuna presenza stabile oltre l’orbita bassa:
            dell’uomo nello                 trasporto sicuro, supporto vitale, continuità dei sistemi, affidabilità
                                            del veicolo, coordinamento costante tra equipaggio e segmento di
            spazio profondo                 terra, capacità di gestire imprevisti e tempi di latenza, resistenza dei
                                            materiali e delle procedure in ambiente profondo. In questo senso, la
                                            missione non va letta come una semplice rievocazione dell’epopea
                                            Apollo, ma come una prova di maturità tecnologica, industriale e
                                            organizzativa.
                                            Il momento più intenso è arrivato il 6 aprile, durante il flyby lunare.
                 PLAY                       Orion ha superato il primato di distanza dalla Terra detenuto da
                                            Apollo 13 e ha raggiunto un massimo di 252.756 miglia. Nella stessa
                                            finestra operativa l’equipaggio ha osservato l’Earthset poco prima
                                            del blackout radio dietro la faccia nascosta della Luna, l’Earthrise
                                            al ritorno del segnale e una lunga eclissi solare vista dallo spazio
                                            profondo. Sono immagini destinate a restare, ma sarebbe riduttivo
                                            fermarsi alla loro forza visiva. In quelle ore la missione ha mostrato
                                            soprattutto la capacità di un sistema complesso di sostenere esseri
                                            umani nel punto più remoto mai raggiunto e di ricondurli in sicurezza
                                            verso la Terra. È qui che la meraviglia si salda con la sostanza.


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