Page 35 - ID - Informazioni della Difesa n. 02 del 2026
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I    l mediorientale individua nello Stretto di   attori globali geograficamente distanti dall’area.
                                   e
                                       instabile
                                                   scenario
                     complesso
                                                              Considerata la tipologia di naviglio  indicata
                 Hormuz uno dei propri snodi strategici più
                                                              dai vertici della Marina Militare, l’operazione
                 cruciali: al di là del tira e molla diplomatico-
                                                              appare chiaramente finalizzata alla bonifica di
            militare multilaterale (Israele, Iran, Libano e Stati  mine navali presumibilmente posate dall’Iran.
            Uniti), un aspetto rilevante e, per certi versi,  In quest’ambito, l’Italia vanta una preziosa
            nuovo  risiede  nella  presa  di posizione  politica  esperienza pregressa, dalla quale sono state
            espressa dalle principali Nazioni europee, Italia  tratte lezioni fondamentali per promuovere
            inclusa. Tale orientamento riguarda l’urgenza di  l’innovazione  tecnologica  in  un  segmento  della
            avviare un’operazione militare volta a ristabilire  guerra marittima spesso sottovalutato. Nella
            la  piena  libertà  di navigazione  e  a favorire  la  fase  conclusiva  del  lungo  conflitto  tra  Iran  e
            ripresa dei flussi commerciali  che interessano  Iraq (1980-1988), la Marina Militare inviò nella
            una pluralità di Stati. Recentemente, il presidente  regione il 18° Gruppo Navale, composto da un
            del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro della  Reparto di Protezione e Sostegno (fregate e un
            Difesa Guido Crosetto hanno esplicitato con  rifornitore di squadra) e un Reparto Cacciamine
            chiarezza la visione italiana su tale necessità  (tre unità e una nave appoggio). È significativo
            e sulle condizioni indispensabili per l’avvio  rammentare che a quella missione – denominata
            di  una  missione  operativa.  Parallelamente,  il  ufficialmente  “Esigenza  Golfo  Persico”   e
            Capo di Stato Maggiore della Marina Militare,  divenuta nota come “Golfo 1” – presero parte a
            l’Ammiraglio  di  Squadra Giuseppe  Berutti  rotazione quasi tutte le fregate, i cacciamine e
            Bergotto, in sede di audizione presso le  le unità ausiliarie della flotta italiana. L’impegno
            Commissioni Parlamentari, ha confermato  operativo si protrasse dal settembre 1987
            la prontezza della Forza Armata con il  al dicembre 1988, totalizzando 82 missioni
            dispiegamento di quattro unità: nello specifico,  di scorta diretta  ai mercantili nazionali  e 22
            due cacciamine, un’unità di scorta e un rifornitore  operazioni di contromisure mine, con l’impiego
            di squadra. Nel quadro delle valutazioni  complessivo di circa 3.300 uomini. La storia si
            strategiche, è opportuno ricordare che la Marina  ripeté nel febbraio 1991, al termine del conflitto
            Militare garantisce già una presenza attiva nel  tra la Coalizione internazionale e l’Iraq: in quel
            teatro mediorientale con due fregate, impegnate  contesto,  il  20° Gruppo  Navale fu  riconfigurato
            rispettivamente  nell’operazione  “Atalanta”  nel  per passare da una postura di scorta al naviglio
            Golfo di Aden e nell’operazione “Aspides” nel  mercantile a quella necessaria allo sminamento
            Mar  Rosso,  entrambe  condotte  sotto  l’egida  delle  rotte  di  accesso  ai  porti  del  Kuwait.
            dell’Unione Europea.                              Complessivamente, alla missione “Esigenza Golfo
            In materia di diritto internazionale marittimo,  Persico 2” parteciparono unità di varia tipologia,
            appare fondamentale ribadire due pilastri  attive dal settembre 1990 all’agosto 1991 con
            normativi: in primis, la convenzione UNCLOS  l’impiego di 2.526 effettivi. L’analisi di tali
            (United Nations Convention on the Law of the Sea)  missioni ha evidenziato la prontezza, l’efficacia e
            che qualifica esplicitamente lo Stretto di Hormuz  la flessibilità con cui la Difesa e la Marina Militare
            (e altre vie d’acqua similari) quale “stretto  ha saputo  rispondere  alle  emergenze  sin dalla
            utilizzato per la navigazione internazionale”;  pianificazione,  adeguando  la  composizione
            in secondo luogo, essa sancisce il diritto  dei  gruppi  navali  alle  specifiche  contingenze
            inalienabile di “transit passage”. Tale definizione  tattiche. A tali valutazioni va aggiunto l’eccellente
            comprende i diritti di navigazione, sorvolo e  ritorno in termini di prestigio politico e immagine
            transito subacqueo, configurando un insieme  internazionale dell’Italia. Le lezioni apprese
            di prerogative legali che non possono essere  in  quelle  occasioni  sono  state  determinanti
            sospese unilateralmente. Si tratta, d’altronde, di  per l’ammodernamento della componente
            disposizioni in vigore da oltre quarant’anni, il cui  di contromisure mine, un requisito divenuto
            rispetto ha storicamente garantito la stabilità dei  permanente e arricchito da una costante
            traffici commerciali a beneficio di tutte le Nazioni  evoluzione dottrinale e tecnologica. Tale
            del Golfo Persico/Arabico e di una moltitudine di  crescita è stata alimentata dalla partecipazione


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