Page 61 - ID - Informazioni della Difesa n. 02 del 2026
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CAMILLA BROSSA
CEO GAIA CONSULTING & INFLUENCER
L’AI corre, ma UMANESIMO TECNOLOGIE EMERGENTI
il distacco
tra esperti e TECNOLOGICO
società crea
smarrimento. Perché il futuro non
Tra “Ghost GDP”
e tensioni sociali, può permettersi di
il progresso dimenticare gli esseri
rischia di
svuotarsi umani
di senso.
AntropoTech C’ è un momento in cui la velocità di una trasformazione
smette di essere eccitante e diventa disorientante.
propone un Lo stiamo attraversando adesso. L’intelligenza
artificiale generativa ha raggiunto più della metà
umanesimo della popolazione mondiale in meno di tre anni, più rapidamente
tecnologico: di quanto ci riuscirono il personal computer o internet, eppure la
rimettere la sensazione diffusa non è di conquista, ma di smarrimento. Qualcosa
si è rotto nel rapporto tra chi costruisce il futuro e chi lo abita.
responsabilità Il 2026 AI Index di Stanford lo documenta con numeri difficili da
ignorare: il divario tra esperti e opinione pubblica sull’intelligenza
e il giudizio artificiale è ormai così profondo che i due gruppi sembrano vivere
umano al centro realtà parallele. Il 73% degli esperti americani di AI considera
positivo l’impatto della tecnologia sul mercato del lavoro. Solo il 23%
dell’innovazione della popolazione condivide questa valutazione: cinquanta punti
percentuali di distanza. Tra i giovani della Gen Z, quelli che usano
l’AI ogni giorno o quasi, la quota di chi si descrive come “entusiasta”
è scesa dal 36% nel 2025 al 22% nel 2026. La rabbia è salita dal 22%
al 31%.
Questo non è un dato di costume. È un segnale strutturale. Quando
PLAY la distanza tra chi progetta una tecnologia e chi la vive diventa così
pronunciata, non si sta parlando di un problema di comunicazione:
si sta parlando di un problema di civiltà.
A febbraio 2026, un report di Citrini Research, esplicitamente
presentato come esercizio di scenario e non come previsione, ha
scosso i mercati globali con un’idea semplice quanto inquietante:
il “Ghost GDP”, il PIL fantasma. L’ipotesi è che l’AI possa generare
crescita che non circola nell’economia reale: la produttività sale, i
profitti aziendali esplodono, ma i salari si contraggono e i lavoratori
vengono sostituiti. Le macchine non consumano beni, non pagano
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