Page 63 - ID - Informazioni della Difesa n. 02 del 2026
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ANTONIO MORLUPI
Tecnologia,
difesa e
sovranità
digitale: la SOVRANITÀ TECNOLOGIE EMERGENTI
sfida del XXI
secolo passa DIGITALE
dall’intelligenza
artificiale. La e la guerra dei dati
visita di Peter
Thiel a Roma
accende il Q uando un imprenditore della Silicon Valley atterra a
Roma (marzo 2026) per parlare di intelligenza artificiale,
dibattito su religione e guerra, il rischio è di liquidare l’evento come
AI, sicurezza l’ennesima provocazione intellettuale. Ma la recente presenza nella
capitale di Peter Thiel – uno degli uomini più influenti e controversi
e sovranità dell’ecosistema tecnologico globale – racconta qualcosa di più
digitale. Tra profondo sulla trasformazione del potere nel XXI secolo e il ruolo
crescente della tecnologia come fattore strategico nella competizione
geopolitica e internazionale.
Thiel non è un imprenditore qualsiasi. Nato in Germania nel 1967
innovazione, e cresciuto negli Stati Uniti, è stato tra i fondatori di PayPal insieme
il controllo dei a Elon Musk, primo investitore esterno di Facebook nel 2004 e,
soprattutto, fondatore nel 2003 di Palantir Technologies, una delle
dati diventa società più influenti nel campo dell’analisi dei dati applicata alla
decisivo per sicurezza, all’intelligence e alle operazioni militari.
Proprio Palantir rappresenta il cuore del potere tecnologico
il potere degli costruito da Thiel. I suoi software sono progettati per integrare
Stati nel nuovo enormi quantità di dati provenienti da fonti diverse – database
governativi, immagini satellitari, flussi di intelligence, informazioni
equilibrio logistiche – e trasformarli in strumenti di analisi e supporto
decisionale. In un’epoca in cui il controllo dell’informazione è
globale sempre più decisivo per la sicurezza nazionale, piattaforme di
questo tipo stanno ridefinendo il rapporto tra tecnologia e difesa.
Non a caso, molti analisti parlano ormai di una nuova fase del
complesso tecnologico-militare basato sui dati. In questo contesto,
PLAY la figura di Thiel assume un significato particolare. Il miliardario
della Silicon Valley non è soltanto un imprenditore, ma anche un
pensatore politico e filosofico che ha costruito negli anni una visione
del progresso tecnologico radicale e, per certi versi, controversa.
Al centro del suo pensiero c’è l’idea che l’Occidente stia vivendo
una fase di stagnazione tecnologica. Secondo questa lettura, dopo
due secoli di innovazioni rivoluzionarie – dalla macchina a vapore
all’elettricità, dall’aviazione all’energia nucleare fino alla conquista
dello spazio – il mondo avrebbe rallentato il proprio slancio
innovativo a partire dagli anni Settanta, dopo il primo allunaggio.
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