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N          el XXI secolo il campo di battaglia  visualizzazioni prima che i sistemi di verifica

                       non  è  più  solo  fisico.  Accanto  ai  riuscissero a intervenire. La particolarità non è
                       conflitti  tradizionali  si  è  affermato  stata solo l’uso di modelli AI avanzati, ma anche
                       uno  spazio  invisibile  ma  decisivo:  il riutilizzo di simulatori militari e videogiochi
            quello dell’informazione. La propaganda non è  spacciati per riprese reali.
            una  novità  storica,  ma  l’arrivo  dell’intelligenza  Alcuni casi sono emblematici. Un video visto da
            artificiale generativa ha cambiato radicalmente  oltre 70 milioni di persone mostrava un missile
            la scala e la natura del fenomeno. Oggi è possibile  iraniano  abbattere  un  caccia  statunitense,  ma
            creare immagini e video di eventi mai accaduti  proveniva da un simulatore di volo. Un’altra
            con un realismo tale da renderli  credibili a  immagine  raffigura  il  Burj  Khalifa  di  Dubai  in
            milioni di persone.                               fiamme dopo un presunto attacco, completamente
            Un punto di svolta è arrivato con il conflitto  generata  dall’AI.  Ci  sono  stati  anche  falsi  più
            esploso a fine febbraio 2026 tra Iran, Stati Uniti e  sofisticati, come immagini satellitari manipolate
            Israele. In quel contesto la disinformazione non è  per  suggerire  la  distruzione  di  infrastrutture
                                                              militari in Qatar. Questi contenuti non nascono
                                                              quasi mai per caso, ma fanno parte di campagne
                                                              coordinate. Una ricerca della Clemson University
                                                              ha  individuato  reti  di  propaganda  filo-iraniana
                                                              che utilizzavano account falsi, apparentemente
                                                              europei, per diffondere sistematicamente questi
                                                              materiali.
                                                              L’obiettivo non è solo convincere, ma confondere.
                                                              La  disinformazione  agisce  erodendo  la  fiducia
                                                              nelle fonti e amplificando il caos. Gli algoritmi
                                                              delle piattaforme, progettati per premiare
                                                              contenuti emotivi e spettacolari,  finiscono per
                                                              favorire proprio questo tipo di materiale. Il
                                                              problema  è  aggravato  dal  ritardo  dei sistemi
                                                              di  verifica,  che  in  alcuni  casi  hanno  persino
                                                              classificato contenuti falsi come autentici. Creare
                                                              il falso è diventato rapido ed economico, mentre
                                                              verificarlo richiede tempo e risorse.
                                                              Dietro tutto questo non c’è solo strategia politica,
                                                              ma  anche interesse  economico.  Esiste  un  vero
                                                              mercato della disinformazione in cui creator
                                                              indipendenti sfruttano il conflitto per generare
                                                              engagement e ricavi pubblicitari. Analisi di BBC
                                                              Verify mostrano che molti contenuti AI non
                                                              provengono da Stati, ma da attori privati che
                                                              trasformano la guerra in un prodotto virale.
                                                              Il  rischio  più  profondo  è  quello  definito  “liar’s
                                      immagine: © Antonio Morlupi  dividend”. Se tutto può essere falso, allora
            stata un elemento accessorio, ma una vera arma  anche le prove reali possono essere negate
            strategica. I social network sono stati sommersi  come manipolazioni. La conseguenza è una crisi
            da contenuti falsi: attacchi inesistenti, caccia  generale della fiducia nelle immagini, che mina
            abbattuti, città in fiamme. Questi materiali hanno  la  possibilità  stessa  di documentare  la realtà,
            raggiunto decine, a volte centinaia di milioni di  inclusi crimini di guerra.



            Informazioni della Difesa                                                                         111
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