Page 67 - ID - Informazioni della Difesa n. 02 del 2026
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Come la comunicazione istituzionale è diventata un presidio
strategico nello spazio digitale. La sicurezza di uno Stato passa
anche dalle parole che sceglie, dai canali che presidia e dalla
fiducia che riesce a costruire
P er gran parte del Novecento È in questo spazio ambiguo, al di sotto della
l’informazione si è sviluppata entro soglia del conflitto dichiarato, che si collocano le
confini chiari: pochi mezzi dominanti, dinamiche della guerra ibrida. Una competizione
tempi definiti, responsabilità editoriali persistente che combina strumenti militari e non
riconoscibili. Giornali, radio e televisione militari per colpire i centri di gravità di uno Stato.
non erano solo canali di diffusione, ma vere Tra questi, oggi, un ruolo centrale è occupato
infrastrutture cognitive, capaci di costruire una dalla dimensione informativa e cognitiva: il luogo
percezione condivisa della realtà e un rapporto di in cui si forma il consenso, si misura la legittimità
fiducia, spesso implicito, tra istituzioni e cittadini. delle istituzioni e si rafforza – o si indebolisce – la
In questo contesto la comunicazione istituzionale coesione sociale.
trovava una collocazione naturale e legittima. In questo quadro si inserisce il “non-paper”
L’opinione pubblica si formava attraverso flussi sul contrasto alla guerra ibrida presentato dal
informativi limitati, che rendevano possibile Ministro della Difesa Guido Crosetto e portato
un terreno comune di comprensione e una all’attenzione del Consiglio Supremo di Difesa
sedimentazione progressiva dei messaggi. lo scorso dicembre. Il documento parte da una
Oggi non è cambiato l’intento della comunicazione, constatazione chiara: la guerra ibrida non è
ma l’ambiente in cui essa opera. una minaccia futura, ma una condizione già in
Con l’avvento del web, l’equilibrio informativo atto. Si manifesta come una pressione costante
tradizionale si è trasformato radicalmente. che colpisce infrastrutture critiche, processi
L’informazione è diventata immediata, reticolare
e disintermediata. Il pubblico non è più un
destinatario passivo: partecipa, interpreta,
rilancia. In questo spazio convivono informazioni
verificate, opinioni e contenuti manipolativi,
spesso senza gerarchie chiare. Il web è quindi
un luogo in cui si costruiscono percezioni e si
orientano comportamenti collettivi.
In questo scenario la comunicazione istituzionale
diventa più complessa. Non basta fornire dati
corretti: è necessario presidiare lo spazio
informativo con continuità e credibilità. La
disinformazione, infatti, raramente si manifesta
come menzogna esplicita. Più spesso agisce
per sottrazione o distorsione, selezionando
frammenti di realtà, decontestualizzando e
amplificando in modo asimmetrico. L’obiettivo
non è sempre convincere, ma generare
incertezza, erodere la fiducia e accentuare
polarizzazioni. Come evidenziato da numerosi
studi, tra cui quelli dell’European External Action
Service sul fenomeno della Foreign Information
Manipulation and Interference (FIMI), la perdita
di fiducia è uno degli effetti strategici più duraturi
delle campagne di influenza.
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