Page 25 - Report Difesa 2025
P. 25
REPORT IFESA2025
L’ evoluzione normativa introdotta dalla Legge 10 agosto 2023, n. 112 e dal
DPCM n. 99/2024 segna una discontinuità strategica per la Direzione
Nazionale degli Armamenti (DNA): una riconfigurazione ordinativa volta
a massimizzare l’efficacia del procurement e la proiezione tecnologica della Difesa.
Superata la storica simbiosi funzionale con il Segretariato Generale, la DNA assume
una fisionomia proattiva, ponendosi chiaramente quale architrave di supporto alla
politica industriale e alla ricerca scientifica, in stretta aderenza agli indirizzi del
Ministro della Difesa e alle direttive tecnico-operative del Capo di Stato Maggiore
della Difesa. Il compito è armonizzare i requisiti operativi dello strumento militare
con le eccellenze del tessuto economico-industriale nazionale, trasformando
l’approvvigionamento in volano di crescita e di autonomia tecnologica.
Nel contesto geopolitico contemporaneo, caratterizzato da minacce ibride e
dinamismo tecnologico accelerato, il “fattore tempo” è divenuto la principale unità di
misura della resilienza: la DNA deve agire come sensore avanzato e catalizzatore di
IT
opportunità, riducendo i tempi decisionali e abilitando percorsi di sperimentazione
protetta, prototipazione rapida e adozione di architetture aperte lungo l’intero ciclo DIFESA.
di vita capacitivo. Anticipare gli scenari significa garantire la superiorità tecnologica
e la padronanza dei nuovi domini, dallo Spazio al Cyber, integrando dati, intelligenza .
artificiale e resilienza delle supply chain.
In questa visione, l’industria non è più un semplice fornitore, ma un partner strategico VISIT WWW
per la tutela del know-how, la sicurezza dell’approvvigionamento e la competitività
nazionale. L’obiettivo è allineare lo sviluppo capacitivo delle Forze Armate con i
traguardi di innovazione della base industriale nazionale ed europea, favorendo
campagne strategiche che consentano alle nostre eccellenze di competere
globalmente e presidiare le aree di prioritario interesse.
Il modello è quello di una strategia totalmente condivisa e permanente: un dialogo
continuo e strutturato fra Governo, industria e mondo accademico che, superando
i tradizionali silos compartimentali, individui congiuntamente priorità, investimenti,
standard e percorsi di trasferimento tecnologico, misurando risultati con indicatori
chiari su tempi, costi e prestazioni, in un’ottica allargata di “Sistema Paese”.
Solo attraverso questa coesione potremo trasformare le sfide del presente in
garanzie di sicurezza per il futuro della Nazione, contribuendo a rafforzare l’Italia e
la sua autonomia strategica.
23

