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di prodotti e componenti in questo settore nazionali nell’ordine di miliardi o decine di
che sono ancora vincolati alle stesse norme miliardi di euro, serve un bilancio almeno 10
applicate per le esportazioni nazionali al di fuori volte superiore. Ma non è affatto certo che
dell’Unione. ciò avverrà. Le negoziazioni per il prossimo
La seconda priorità della presidente Von Der Multiannual Financial Framework UE saranno
Leyen nella Difesa è l’investimento nella Difesa molto dure, e ci sono settori ben più rilevanti
tramite il bilancio UE. Oltre ai suddetti EPF della difesa in termini politici ed elettorali, quali
e UAF, il vero punto interrogativo riguarda il l’agricoltura oppure le industrie coinvolte nel
futuro del EDF e, soprattutto, dell’EDIP. Il primo New Green Deal, a fronte di un bilancio UE che
proseguirà con una dotazione per lo meno difficilmente aumenterà in modo significativo.
uguale, se non leggermente superiore, agli 8 Rimane quindi da vedere l’entità di un probabile
miliardi stanziati per il settennato 2021-2027. incremento della dotazione sia di EDF che di
Il secondo ha visto una allocazione di soli 1,5 EDIP, che difficilmente segnerà un salto di
miliardi di euro per il triennio 2025-2027, vale qualità. Quanto ai filoni da finanziare, Von Der
a dire appena 500 milioni l’anno: per spingere Leyen ha menzionato esplicitamente “naval,
gli Stati membri verso un procurement congiunto ground, air combat, space-based early warning and
co-finanziato dall’EDIP, rispetto a soluzioni cyber”. Quale che sia il finanziamento UE, l’Italia
deve migliorare la propria capacità di orientare
i programmi di lavoro di EDF ed EDP verso il
soddisfacimento dei requisiti militari italiani ed
europei, nonché di guidare - e non partecipare
con ruoli minori - consorzi industriali che
sviluppano tecnologie e prodotti prioritari per la
difesa italiana ed assicurarne un adeguato co-
finanziamento nazionale.
La terza priorità di Von Der Leyen riguarda i
“flagship European Defence Union projects” per
affrontare le maggiori minacce comuni ai Paesi
membri. In particolare, la presidente della
Commissione ha esplicitamente proposto un
EU Air Shield, che potrebbe prendere la forma
di un sistema di difesa aerea e missilistica
integrato, o meglio di un sistema di sistemi per
federare assetti e iniziative già in campo. Già nel
2022 la Germania aveva lanciato la European
Sky Shield Initiative (ESSI), cui hanno aderito
finora ben 22 Paesi europei. Francia e Italia
hanno criticato l’iniziativa perché non ha preso
adeguatamente in considerazione le capacità
di difesa missilistiche franco-italiane, in
particolare i Samp-T impiegati anche in Ucraina,
mentre Polonia e Grecia hanno presentato una
proposta per mettere a sistema le varie proposte
in campo. In questo quadro dinamico, in cui ESSI
rimane l’iniziativa principale, l’Italia avrebbe
tutto l’interesse ad una “europeizzazione” di
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