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REPORT IFESA2025
l 2025 ha confermato la centralità dello Strumento militare quale pilastro della
sicurezza nazionale e attore credibile nel complesso scenario internazionale. Le
I Forze Armate hanno operato con professionalità in un contesto globale segnato da
instabilità diffuse, dal Mediterraneo al Sahel, dall’Africa sub-sahariana all’Europa orientale,
aree sempre più interconnesse e caratterizzate da minacce tradizionali e nuove. In
questo quadro, l’Italia ha continuato a contribuire in modo determinante alla stabilità
internazionale, impiegando circa 7.700 militari in 17 operazioni e 22 missioni distribuite in
25 Paesi, tra Europa, Medio Oriente e Africa.
La partecipazione nazionale alle attività della NATO si è confermata tra le più rilevanti:
l’Italia è risultata primo contributore europeo alle operazioni dell’Alleanza, rafforzando
il sistema di deterrenza e difesa collettiva. Analogamente, abbiamo garantito un forte
impegno nel quadro dell’Unione Europea, dove il nostro Paese rimane il primo partecipante
alle missioni e operazioni militari. Sul fronte multilaterale, l’Italia ha mantenuto un ruolo
di primo piano anche nelle Nazioni Unite, risultando il primo a concorrere ai caschi blu
tra i Paesi occidentali. Parallelamente all’impegno oltreconfine, le Forze Armate hanno
garantito una presenza costante sul territorio nazionale: circa 6.800 militari sono stati
impiegati nelle operazioni Strade Sicure, Difesa Aerea, Vigilanza Pesca e Mediterraneo
Sicuro, assicurando un contributo essenziale alla tutela della cittadinanza e del Paese.
Il 2025 è stato anche un anno di riorganizzazione e pianificazione strategica, per garantire IT
all’Italia una Difesa credibile, evoluta, efficace ed efficiente. Infatti, In considerazione della
grande complessità che contraddistingue l’attuale scenario geo-strategico internazionale DIFESA.
e per favorire la transizione della Difesa alla condotta di operazioni multidominio, abbiamo
sentito la necessità di dotarci, per la prima volta, di un documento di “Strategia Militare
.
Nazionale”, grazie al quale è stato possibile identificare 10 priorità strategiche, alcune delle
quali hanno comportato adattamenti, a livello organizzativo, dello Strumento militare.
Nello specifico, abbiamo istituito il Comando Interforze Cyber e Intel, funzionale a VISIT WWW
consentire percorsi decisionali sempre più rapidi ed efficienti ed elevare, quindi, i livelli
capacitivi e di prontezza operativa, e trasformato il precedente comando interforze in
Comando delle Forze Speciali (COFS), al fine di rendere più efficiente un settore operativo
ad alta valenza strategica.
Inoltre, dal costrutto derivante da tale documento di “Strategia Militare Nazionale”, è stata
elaborata la “Pianificazione Generale Interforze”, con la quale sono state prioritarizzate le
capacità necessarie a garantire l’assolvimento delle missioni assegnate alle Forze Armate
nel contesto nazionale (1° driver), a onorare le offerte capacitive fatte nel tempo dall’Italia
in ambito Alleanza Atlantica (2° driver), e a svolgere gli altri compiti istituzionali assegnati,
ex lege, allo Strumento militare.
Allo stesso tempo, grazie a tale sforzo concettuale, è stato avviato uno studio congiunto
tra Stato Maggiore della Difesa e Comando Operativo di Vertice Interforze per orientare
la gravitazione delle forze verso le missioni di maggiore rilevanza per gli interessi vitali
e strategici nazionali, e sono stati avviati tavoli di collaborazione con l’industria e altre
istituzioni, per contribuire attivamente alla competitività nazionale e al Sistema Paese.
Infine, si è provveduto a rafforzare la Scuola di Aerocooperazione ed è stata maggiormente
strutturata la collaborazione con l’Agenzia per la Cyber Sicurezza Nazionale e le attività
legate al pensiero strategico e all’innovazione.
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